L’Accademia Napoletana a New York
Massimiliano Verde, studioso e innovatore della lingua ha etichettato il suo studio in un libro di grande successo “ ‘O casciunciello, Sussidiario napoletano”.
La missione che svolge la lingua napoletana è il frutto del sacrificio dei nostri nonni e che non deve andare perduto.
L’intervista con un napoletano, che rappresenta in toto la lingua napoletana, genera in noi il desiderio di conoscere Massimiliano Verde. Esperto studioso innovatore ha etichettato in un libro di grande successo ‘O casciunciello, Sussidiario napoletano, un vero e proprio un Vocabolario della lingua napoletana. Qui l’interpretazione delle parole trafugate dalla lingua a volte tanto arcana e misteriosa. La lingua napoletana da tremila anni ha dato apporto alle vecchie e nuove generazioni, asserisce Verde. Ha girato il mondo porgendo la sua voce ai tanti napoletani all’estero. Ospite del Palazzo di Vetro ha stretto contatti con le Nazioni Unite, per il suo grande desiderio di diffondere le sue ide, necessarie a difendere il patrimonio culturale napoletano. Una grande enfasi traspare dal simpaticissimo volto dello studioso. Si nota l’emozione che non riesce a celare, pur velando la gioia di essere intervistato per gli italiani all’estero. Afferma con certezza che la lingua partenopea e la sua filologia sono estremamente importanti.
“Salviamo i Classici” a Bari: incontri d’autore Fr. Colafemmina
Salvare i Classici non significa semplicemente preservare la cultura classica dai continui revisionismi o dalle riletture ideologiche, ma riconnettere lo studio e la lettura degli antichi al loro mondo valoriale, alla dimensione spirituale del mondo greco-romano.
Come possiamo leggere Platone e Seneca, Pindaro e Orazio, Isocrate e Cicerone, senza immergerci nel mondo dei valori immateriali del bello, del giusto, del nobile, in una parola nel mondo della virtus o dell’αρετή in grado di trasformare gli uomini in καλοί καγαθοί?
Salvare i Classici coincide con la salvezza della nostra umanità e dell’eterno patrimonio spirituale del mondo antico la cui eco continua a risuonare nelle nostre anime.
Un nuovo studio del DNA conferma che le popolazioni moderne dell’Italia meridionale, della Sicilia, della Grecia e di Cipro sono simili!
Uno studio sul DNA completamente nuovo ha scoperto che le popolazioni moderne dell’Italia meridionale, della Sicilia, della Grecia e di Cipro hanno somiglianze genetiche molto strette, un fatto non sorprendente considerando che discendono tutte dagli antichi greci.
In uno studio pubblicato da Biorxiv e intitolato: “Valutazione dei contatti temporali e geografici attraverso il mare Adriatico attraverso l’analisi dei dati genomici dell’Italia meridionale”, i ricercatori hanno scoperto che c’era “un’elevata somiglianza tra l’Italia meridionale e il Peloponneso”.
“In effetti, la nostra analisi dei cluster ha mostrato che le attuali popolazioni del Peloponneso sud-orientale hanno un’elevata affinità genetica con i moderni pugliesi, calabresi e siciliani sud-orientali, tutti caratterizzati da una composizione dei cluster diversa da quelle mostrate da altri gruppi greci”, hanno riferito i ricercatori.